stARTT – WHATAMI

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Studio stARTT – Whatami – Roma – 2011

Lo giovane e promettente studio di architettura e trasformazioni territoriali, formato da Simone Capra e Claudio Castaldo, si fa notare con la sistemazione esterna del MAXXI.
Il progetto “WHATAMI” parte da due concetti: un’immaginario arcipelago composto da varie isole mobili che si dispondono in base all’uso sul piazzale del museo e la declinazione industriale data al primo puzzle della storia: “WHAT AM I”.
Questa composizione, tra le altre cose vuole rendere omaggio alle mappe di Alighiero Boetti, a cui è dedicato il piazzale.
Il puzzle, infatti, nasce per insegnare la geografia ai bambini. I primi produttori di puzzle furono i realizzatori di mappe, piccoli artigiani che incollavano o dipingevano mappe geografiche su tavole di legno, le quali successivamente erano tagliate in piccoli pezzi.
L’impianto generale è studiato per risolvere la collocazione sulla gradonata, dove sono inserite superfici morbide e continue per la sosta e grandi fiori artificiali che servono per dare ombra di giorno e illuminazione di sera.
I materiali utilizzati sono elementi naturali: paglia, acqua, prato, quindi pensati per il reciclo e elementi tecnologici pensati per poter essere ricollocati come strutture di arredo fisso in altri luoghi della città.
L’attenzione per l’ecosostenibile e per la salvaguardia dello spazio urbano è alla base della filosofia dei progettisti che qui, come in tutti i loro progetti, hanno un peso rilevante.

 

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