Firenze e Mazzoni

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Navigando in internet, mi sono imbattuta in un articolo di qualche mese fa che parlava della demolizione di una parte della centrale termica del complesso della stazione Santa Maria Novella a Firenze. La demolizione dovrebbe avvenire per far spazio ad una fermata intermedia lungo il percorso che collegherà la nuova stazione dell’Alta velocità con l’attuale stazione SMN. Il progetto  è di Norman Foster  e fa parte di “un rinnovamento dell’architettura ferroviaria configurati come veri e propri epicentri di trasformazione urbana e catalizzatori di investimenti”, rinnovamento che avverrà in più città italiane e che ha coinvolto grandi nomi dell’architettura, le tanto osannate archistar!!

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Questa fermata intermedia ha suscitato dubbi e perplessità, soprattutto perchè nonostante l’intero complesso fosse vincolato secondo la legge 1089/39 con notifica del 3.04.1992 “Immobili costituenti la stazione di Santa Maria Novella nel suo complesso”, LA SOPRINTENDENZA HA TOLTO IL VINCOLO all’edificio della “pompatura” dalla “centrale termica e cabina apparati centrali”, ed ha quindi favorito la scelta progettuale che prevede la sua demolizione (oltre a distruggere in larga parte l’area degli ex Macelli disegnata dal piano del Poggi e testimonianza della Firenze ottocentesca).  Già negli anni passati avevamo assistito alla concessione del nulla osta per la realizzazione del secondo sottopasso tra Fortezza e Viale Belfiore che modificava completamente l’angolo che raccordava i binari e l’area della Squadra rialzo.

La polemica voleva essere uno spunto per parlare del complesso definito dai critici come uno dei maggiori esempi dell’architettura degli anni ’30. Il progetto per il potenziamento della stazione fiorentina dall’assetto ottocentesco fu affidato all’arch. Angiolo Mazzoni nel 1931, ma il progetto proposto subì critiche tanto da rendere necessario, nel 1932, un bando di concorso; i vincitori furono il cosiddetto Gruppo Toscano che realizzarono tra le opere più importanti del Razionalismo italiano.  (Descrizione progetto QUI).

Prima ancora del fabbricato viaggiatori venne progettato la centrale Termica e la Cabina e ciò mostra la capacità del Mazzoni che lontano da avere aspetti “monumentali” i suoi progetti volevano seguire la sola funzione che l’edificio dovrà soddisfare; l’edificio si distingue per la caratteristica tipicamente industriale di masse compatte in cui trovano una corretta collocazione i vari elementi funzionali, come il grande portale per l’ingresso dei carri di carbone, gli svettanti fumaioli raggiungibili mediante l’elegante scala elicoidale della centrale termica, con la funzione di bruciare carbone per fornire il vapore necessario al riscaldamento di tutta la stazione e dei vagoni in attesa della partenza, durante il periodo invernale, e l’aggettante e modellata “terrazza vetrata” della cabina apparati che domina dall’alto l’ingresso e la partenza dei convogli.

Il Mazzoni nel 1933 si definisce pubblicamente un architetto futurista; “moralmente appartenevo a questo movimento dal 1915, quando chiedendo il consenso a me solo, mi autoproclamavo seguace di Sant’ Elia”; opera con atteggiamento di tipo eclettico nell’adattarsi alle varie funzioni e ai vari contesti culturali dove è chiamato ad operare, in ogni caso diede effettivamente seguito ad un programma di svecchiamento delle architetture del ministero delle telecomunicazioni, quello che Marinetti definì “il più futurista dei dicasteri”. lo stesso Marinetti elogiò l’architetto sulle pagine del  “Futurismo”: “la scala spiralica in ferro che a una data altezza si muta in passerella orizzontale per raggiungere la prima bocca di fumo e da quella le altre formando così una elegante passeggiata metallica nel vuoto, che agilizza tutto l’edificio e richiama per la sua vaporosità atmosferica, certe volubili ed elastiche musiche di Debussy”; nel 1935 Giacomo Devoto sulla testata fiorentina “Il Bargello” aveva considerato la centrale termica: “la più perfetta, più complessa e completa, la più bella che esista in Italia e forse in Europa“.

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