Sculture architettoniche: paesaggi industriali e la fotografia indietro nel tempo!

becher_explicark_07Bernd e Hilla Becher sono una coppia di artisti tedeschi che, attraverso il mezzo fotografico, ci hanno lasciato un’importantissima testimonianza dell’architettura industriale in Europa e America, ma soprattutto una visione artistica che ha fortemente influenzato le generazioni successive di artisti-fotografi. L’innovativo metodo dei Becher riporta la fotografia indietro nel tempo, alla qualità dell’assoluta precisione, superiore all’occhio umano.

I Becher sono cresciuti quindi nella Germania devastata dalla Seconda Guerra Mondiale che si avviava in quegli anni alla ricostruzione e propongono il carattere oggettivo e scientifico del loro progetto sistematico di fotografare strutture industriali in contrapposizione all’estetica sentimentale e soggettiva della fotografia del primo dopoguerra, recuperando quella visione di rigore estetico e attenzione sociale dell’esperienza fotografica degli anni ’20 e ’30. Non c’è messaggio politico o sociale in tutto questo, distanziando la loro opera dall’occhio modernista della celebrazione dell’industria negli anni ‘20 e ’30 e ponendosi invece in un’ottica Post-moderna dove il Movimento Moderno è già storicizzato e le sue fonti dell’Archeologia industriale vengono private del loro potere per diventare ispirazione artistica chiedendo rispetto ed ammirazione.

Il titolo della loro prima pubblicazione nel 1970 “Sculture anonime: una tipologia di edifici tecnici” (1970), che raccoglie le immagini di fornaci, altiforni, torri di raffreddamento, silos e serbatoi.

becher_explicark_01I Becher attendono con pazienza, sul luogo scelto per offrire la migliore vista del soggetto da esprimersi sempre in un unico scatto, che il cielo nuvoloso offra una luminosità diffusa, priva di ombre nette; il punto di ripresa è all’incirca a metà altezza del soggetto, illusione raggiunta attraverso sia la sopraelevazione della macchina fotografica sia con gli aggiustamenti prospettici tipici del banco ottico.

Il “non stile” dei Becher che, di fatto è diventato, quasi ironicamente, uno stile vero e proprio ha contribuito a creare il punto di passaggio tra la Fotografia come documento e la fotografia come Arte nella seconda metà del XX secolo. L’eredità della visione dei Becher è riassumibile nella indicazione che Thomas Struth dà della sua opera “cerco un dialogo tra passato e presente e la possibilità di cercare uno spazio di quiete nel nostro mondo frenetico”.

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Una risposta a Sculture architettoniche: paesaggi industriali e la fotografia indietro nel tempo!

  1. Francesca Solino ha detto:

    Ho letto che su iFocus si può partecipare ad un concorso fotografico che ha come tema il numero “tre” e che ci sono tanti premi davvero interessanti. Se volete dare un’occhiata ecco il link http://i.focus.it/concorsi/2014-5_tre/default.aspx

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