EXPO 2015 s’avvicina…PADIGLIONE AZERBAIJAN #8

azerbaijan-expo-pavilion_explicark 01Il padiglione dell’Azerbaijan, nuova ambita meta del mercato globale, vede protagonisti tre studi di architettura milanesi:  Simmetrico Network, Arassociati Architettura e AG&P, in quanto vincitori del concorso di progettazione. Il progetto è stato realizzato in conformità con i criteri di bio-architettura e di eco-sostenibilità promossi dall’Expo Milano 2015.

renderingIl progetto prende ispirazione dal concetto di biodiversità, peculiarità e ricchezza di un paese composto da aree climatiche, geografiche e morfologiche diverse tra loro.
All’interno del padiglione saranno realizzate tre grandi sfere che accoglieranno il pubblico e lo guideranno alla scoperta del territorio azero, della varietà delle sue risorse e della sua tradizione culinaria.

renderingIl padiglione è composto da forme architettoniche semplici e dal design moderno. I materiali scelti dai progettisti sono quelli della tradizione, come legno e pietra abbinati ad elementi in vetro e metallo.
La luce e la trasparenza sono il perno del concept progettuale che creano un’atmosfera unica all’interno dello spazio: flessuosi listelli di legno orizzontali avvolgono la struttura come una “pelle”, permettendo alla luce naturale di penetrare. La facciata esposta a nord, invece, è priva di rivestimento per incrementare il controllo climatico passivo e il risparmio energetico. Gli spazi sono studiati per poter essere il più possibile flessibili per permettere libertà negli allestimenti.
L’atrio d’ingresso del padiglione è un grande spazio aperto da cui si accede, con delle scale mobili, ai tre piani ognuno caratterizato da tre grandi sfere, che ricreano un viaggio alla scoperta dei diversi ecosistemi azeri; al primo piano abbiamo speciali installazioni che illustrano la geografia dell’Azerbaigian, al secondo livello la biodiversità delle 9 zone climatiche del paese e al terzo livello la cultura, le tradizioni e le innovazioni azere.
All’ultimo piano, il ristorante e la terrazza com­ple­tano il viag­gio nel padiglione e in questa nazione.


Dopo il 31 ottobre 2015, data conclusiva dell’Esposizione Universale, il padiglione sarà smontato per essere riutilizzato a Baku, capitale dell’Azerbaigian.

VIDEO PADIGLIONE AZERBAIJAN by simmetrico.it

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Ritratti con stile…scegliete il vostro animale!

Zoo-Portraits-Yago-Partal-explicark14Designer di Barcellona Yago Partal presenta una serie di foto avvincenti e divertenti: ritratti manipolati digitalmente di animali. Si chiama “Zoo Portraits”.  Yago Partal ha un particolare modo di mostrare i suoi pensieri sulla moda. Manipolazione digitali  e ritratti di vari animali creano un mix divertentissimo!

Chi è questo Yago Partal ? Un fotografo, sì. Dopo aver studiato Belle Arti a Barcellona, con una specializzazione in Arti Visive, Yago Partal intraprende un progetto con Manel Soto, creando un Arts Visual Studio. Hanno trascorso sei anni lavorando per marchi e aziende come Filmax, Chesterfield internazionale, Sitges International Fantastic Film Festival di Catalogna, Canal +, e facendo qualche lavoro editoriale per marchi di moda, così da immergersi in un ambiente più artistico realizzando anche numerose mostre personali .

Dopo questo periodo, decise di allontanarsi dal settore del design e illustrazione e di concentrarsi solo sulla fotografia. Ha iniziato a insegnare fotografia presso Iki Make Up School di Giann Franco Auditore. Diventato un membro della compagnia Effetti speciali DDT (Oscar per ” Il labirinto del fauno “), ora ha il ruolo di conceptual designer, utilizzando la fotografia e fotoritocco per progettare e produrre materiali pre- visualizzazione che mostrano i potenziali effetti finali per film come “La Piel que Habito” di Almodovar o “The Impossible” di JA Bayona.

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EXPO 2015 s’avvicina…PADIGLIONE REPUBBLICA CECA #7

czechRepublic-expo-pavilion_explicark 02Per Expo 2015, KOMA costru­irà il padiglione nazionale sul progetto dello stu­dio di architet­tura Chy­bik + Kristof Asso­ci­ated Archi­tects. Un padiglione com­ple­ta­mente bianco, su tre liv­elli con all’ingresso una piscina che verrà messa a disposizione dei visitatori e sul piano supe­ri­ore un gia­rdino pen­sile.
Il prog­etto del padiglione ceco per Expo 2015 è caratterizzato dall’innovazione della costruzione, per la sua facil­ità di sman­tel­la­mento e di trasporto, nonché per l’ottimizzazione dei costi.
Un prog­etto che segue i prin­cipi dell’Expo 2015 in tema di sosteni­bil­ità, imp­ie­gando mate­ri­ali rici­cla­bili e che e a con­clu­sione dell’evento di Milano, pre­visto il 31 mag­gio 2015, il padiglione verrà riu­ti­liz­zato in patria per diventare un asilo nido” come spiega il com­mis­sario gen­erale del Padiglione della Repub­blica Ceca.

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EXPO 2015 s’avvicina…PADIGLIONE BRASILE #6

brazil_expo2015_explicark 01Uno spazio espositivo di oltre 4.000 metri quadrati e una interpretazione a tutto tondo del tema “Nutrire il Pianeta , Energia per la Vita ” dallo studio Arthur Casas. All’interno dello spazio, il Brasile illustrerà la capacità di fondere prodotti stranieri e ingredienti locali nella preparazione dei cibi. Il Brasile, inoltre, si impegnerà a diffondere l’esperienza e il know -how sviluppato nei settori dello sviluppo e del consumo sostenibile attraversoattiv­ità didat­tiche e sen­so­ri­ali, che guider­anno il vis­i­ta­tore per il padiglione in un viag­gio tra quat­tro dis­tinti clus­ter con­te­nenti riso, caffè, cacao e frutta col­ture che hanno reso leader il paese nella pro­duzione mon­di­ale. L’importanza del cibo come mezzo sociale e unico strumento di integrazione politica, economica e scientifica. Questi obiettivi sono riassunti nello slogan scelto : “ Brasile: Nutrire il mondo con soluzioni  “.

brazil_expo2015_explicark 08L’intreccio è il sim­bolo che meglio rap­p­re­senta il Brasile per Expo 2015. La rete è l’elemento pre­dom­i­nante del Padiglione che rap­p­re­senta la fitta anato­mia idro­grafica brasil­iana, una delle più estese al mondo, e il mix di cul­ture e tradizioni che vivono nel paese.

brazil_expo2015_explicark 02Un’area mul­ti­fun­zionale sarà pre­vista al primo piano del padiglione Brasile con audi­to­rium a doppia altezza e foyer di video­pro­duzioni a parete.
Al piano supe­ri­ore ci saranno un’area busi­ness e una strut­tura a tun­nel con con­tenuti in 3D attivabili diret­ta­mente dai vis­i­ta­tori del padiglione.
Il ris­torante, all’ultimo piano, farà da com­ple­ta­mento al viag­gio conosc­i­tivo del padil­gione real­iz­zato per Expo Milano 2015, dove, gra­zie all’ingaggio di vari chef prove­ni­enti da diverse regioni del Brasile, si potrà sco­prire la diver­sità e la ric­chezza della cucina brasil­iana, cele­bre per la capac­ità di mesco­lare prodotti stranieri e ingre­di­enti locali.
In con­for­mità ai prin­cipi di architet­tura bio­cli­mat­ica e di effi­cienza ener­get­ica sostenuti per l’Expo Milano 2015, a evento con­cluso il Padiglione Brasile è stato prog­et­tato in maniera tale da poter essere facil­mente smon­tato, trasportato e riutilizzato.

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EXPO 2015 s’avvicina…PADIGLIONE EMIRATI ARABI UNITI #5

emirates-expo-pavilion_explicark 08Il padiglione di cui parleremo questa settimana, sulla scia della nom­ina di Dubai nell’ospitare l’EXPO 2020, è il padiglione degli Emirati Arabi, progettista è lo studio Foster + Partners a cui è stato riconfermato l’ingaggio dopo Shanghai 2010.

Il progetto è una reinterpretazione contemporanea di una città deserta che vuole evocare l’esperienza di camminare attraverso antiche comunità degli Emirati Arabi: strette vie pedonali e intime atmosfere. Il Padiglione EAU è un viag­gio sin­u­oso fra pareti alte 12 m di sab­bia incres­pata dal vento e un cen­trale falaj dig­i­tale lungo 75 m. Per tutto il per­corso vi sono alles­ti­menti di oggetti, che inter­agis­cono con il vis­i­ta­tore attra­verso l’utilizzo di un tablet con­seg­nato per­sonal­mente all’ingresso del padiglione. La con­clu­sione del tour è presso il grande audi­to­rium cir­co­lare e movi­bile, dove sono pro­gram­mate delle proiezioni legate al tema dell’Expo con appro­fondi­menti sulla nutrizione e l’ecosostenibilità.
Come un’oasi nel deserto, par­al­lela al padiglione, è pre­visto uno spazio per il ris­toro con caf­fet­te­ria, ris­torante e ter­razza panoram­ica.

emirates-expo-pavilion_explicark 12È impor­tane sot­to­lin­eare che gli Emi­rati sono un paese cer­ti­fi­cato Leed Plat­inum e che ambisce per il Padiglione 2015 dis­tinguersi dagli altri padiglioni attra­verso l’utilizzo delle tec­niche più avan­zate nel recu­pero dell’acqua pio­vana, nell’integrazione di celle foto­voltaiche e nella riduzione delle emis­sioni di car­bo­nio; filosofia che ha model­lato la strut­tura urban­is­tica di Mas­dar City, nuovo mas­ter­plan a emis­sioni zero e MIT Cam­pus, appena fuori di Abu Dhabi.

emirates-expo-pavilion_explicark 10La nos­tra sfida è stata quella di prog­ettare per due climi diversi: per uno spazio con­fortev­ole e nat­u­ral­mente fresco per i vis­i­ta­tori a Milano, con­siderando la ricostruzione finale del padiglione negli Emi­rati, dove vi è la neces­sità di fornire riparo dal sole intenso”, ha spie­gato Nor­man Fos­ter sulla des­ti­nazione del padiglione a data con­clu­siva dell’esposizione uni­ver­sale 2015.

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Alien Architecture…mutazioni intorno a noi!

pontAuchangepetite_defaye02Olivier e Christophe Defaye sono due architetti e art director francesi autori delle splendide immagini che vi propongo: opere decisamente utopistiche che immaginano gli edifici come organismi viventi in crescita.
I fratelli Defaye lavorano fra la Francia e il Giappone. Sono fra i co-fondatori di Aoki Studio, uno studio creativo che realizza 3D, effetti speciali, rendering e animazioni per il design, l’architettura e il paesaggio.
Con l’audilio di programmi per la modellazione e Vray per i rendering, Aoki Studio crea immagini dalla resa straordinaria tanto che spesso si stenta a distinguere la finzione dalla realtà.
Le immagini della serie “Growing by Myself” sono state create partendo da una fotografia e poi rielaborate con 3dsMax e Photoshop per dar loro un effetto decisamente surreale e sorprendente.

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Sculture flessibili di carta

A prima vista sembrano statue in porcellana o gesso, in realtà non sono altro che un infinito ripiegarsi di migliaia di strati di carta, lavorati e ritagliati fino a prendere la forma di busti, teschi e forme pseudo-umane.

A creare queste bizzarre sculture tutte di carta è l’artista cinese Li Hongbo, originariamente editore e designer, che è rimasto affascinato dalla tradizionale abilità locale di costruire decorazioni e giocattoli in forma di ghirlande che ripiegate dicono poco, ma esplodono a sorpresa in un mix di colori e forme al momento dell’apertura.

Li Hongbo ha esposto recentemente al Dominik Mersch Gallery in Australia, dove sono stati girati video che circolano su Internet. Molti dei suoi lavori si possono vedere ovviamente sul suo sito.

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